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I RICORDI….. DI GIUSEPPE IT9VDQ

VOLENTIERI PUBBLICO UNA DELIZIOSA NOTA DI GIUSEPPE  IT9VDQ, DOVE TRASPAIONO NETTAMENTE LA  PASSIONE  PER LA RADIO, ED I RADIOAMATORI.

 

…..Ricordo, più di trent’anni fa, da giovanissimo Radioamatore, con che soggezione mi avvicinavo a personaggi con qualche capello bianco che avevano molti anni di “licenza” sulle spalle; pendevo dalle loro labbra, ascoltavo in silenzio i loro racconti, le loro azioni, le loro gesta durante i “contest”; aspettavo la domenica mattina proprio per poterli incontrare, sedermi un pò in disparte ed ascoltare con riverenza i loro discorsi, i nuovi paesi collegati, le difficoltà nel poter sentire un Radioamatore dall’altro capo del mondo mettendosi “in fila” per poterlo finalmente collegare usando il “codice Morse” … sentivo parlare di nottate appresso agli apparecchi radio per collegare finalmente la Cina, o qualche microscopica isoletta sperduta nell’immenso Pacifico.

Discorrevano della nuova antenna montata sul tetto o del nuovo apparecchio venuto dagli Stati Uniti che sembrava fare faville… si parlava di una coppia di Radioamatori, marito e moglie, che ogni anno lasciavano gli USA per passare mesi e mesi ad “operare” dai paesi più sperduti dell’Africa o del Medio Oriente… ore ed ore di racconti interminabili, di gesta che sinceramente invidiavo come non mai… si contavano sulle dita di una mano, non molti rispetto a tutti i Soci che erano presenti di domenica, un gruppetto ammirato, rispettato, temuto anche, un piccolo club nel club, e quando parlavano tra di loro seduti sulle vecchie poltrone dell’A.R.I., intorno a loro c’era come un’aura che non bisognava oltrepassare… quando qualcuno di loro, raramente, ti rivolgeva la parola, ti sentivi un eletto e ti sembrava di toccare il cielo con un dito… fra Radioamatori è sempre stato d’obbligo darsi del tu, ma io ricordo che avevo quasi paura a fare i loro nomi… dopo tempo, tanto tempo, ricordo che uno di loro, una volta, invitò a casa sua un piccolo gruppetto di noi ragazzi e di come ci “perdemmo” appresso ad apparecchiature, cartoline, pareti piene di diplomi ed attestati e cassetti colmi di ogni genere di roba attinente l’hobby della Radio… e da li nacque cosi una conoscenza che si è trasformata in un’amicizia che dura da tantissimi anni…

L’apoteosi la raggiunsi quando ci invitarono, due o tre di noi, a vedere come loro svolgevano una gara in un posto sperduto in cima a monte Pellegrino… quando la vidi rimasi incantato… era una casa in una radura, circondata da tralicci, pali, antenne, fili che andavano in ogni direzione; entrando rimasi meravigliato da come fosse piena di ogni sorta di “ben di dio” che avesse a che fare con la radio… c’era anche una rete con una materasso… in religioso silenzio mi avvicinai alla stanzetta da dove venivano voci concitate… rimasi alle spalle di un “operatore” che in quel momento stava facendo il suo turno di trasmissioni… aveva una pesante cuffia in testa e teneva un microfono in una mano, mentre con l’atra armeggiava su un apparecchio enorme, pieno di manopole, pulsanti e lucine che venivano anche dal suo interno… ricordo che sentendo dietro la mia presenza, l’operatore, Piero IT9ZGY, si voltò per un attimo e dopo un breve cenno di saluto con la testa ripiombò a capofitto nel suo bel dafare!

Ero nel bel mezzo di un contest, una gara fra Radioamatori da ogni parte del mondo, migliaia e migliaia di persone che si sfidavano per quarantotto ore, misurandosi a suon di bravura, velocità, antenne migliori, posizione geografica migliore, potenza e resistenza…

E’ passato tanto tempo… oggi, noi “ragazzi” di trent’anni fa abbiamo i capelli bianchi, la maggior parte di loro ha abbandonato questa passione, qualcuno purtroppo non c’è più; un paio di questi si vedono ancora sabato dopo sabato, in quel posto incantato che oggi hanno la fortuna di poter ancora frequentare… sono cambiati gli apparecchi, le antenne, gli impianti… oggi ci sono internet, i satelliti, i telefonini..

Ma ancora dopo mille anni la passione resta, con alti e bassi, con i mille problemi che la vita oggi ti pone davanti… ma se possono scappare il pomeriggio dopo il lavoro o la domenica mattina invece di andare al mare, i “ragazzi” sono sempre là, a parlare di antenne, paesi nuovi, tralicci, apparecchi, sul cosa si dovrà fare per migliorarsi ancora ed ancora… e, corsi e ricorsi della vita, di tanto in tanto anche loro vengono affiancati da giovani di vent’anni, trent’anni al massimo, ragazzi che hanno la stessa passione nel sangue… non sono tanti, anzi sono pochi, pochissimi, uno o due al massimo, i tempi sono cambiati e non c’è più soggezione nei loro occhi… ma quando “i ragazzi con i capelli bianchi” oggi parlano, rivedo in loro lo stesso sguardo, lo stesso rispetto, la stessa voglia di sapere, di conoscere e di far parte del gruppo, che mi riporta indietro nel tempo, a tanti ma tanti anni fa…

 

Si, penso per davvero che quel posto sia magico, fatato…

GIUSEPPE, IT9VDQ

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Author: IT9RZU

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